La nostra storia

La Cooperativa è nata nel 1985 per iniziativa di un gruppo di genitori dell’Associazione Anffas di Mortara e Lomellina sostenuti a loro volta da diversi amici e volontari sensibili al problema della disabilità.

Dal 1986 la cooperativa ha organizzato un servizio di accoglienza diurna presso il Convento dei Frati Minori in p.zza Motta a Mortara, struttura concessa in comodato alla Cooperativa ed all’Anffas e ancora oggi sede legale dell’ente e centro di aggregazione di molte attività informali e di volontariato. 

Alla fine degli anni ‘90  La Cooperativa ha progettato, costruito e attualmente gestisce un Centro Polifunzionale avviato alla fine del 2000 a Mortara (PV), dove hanno sede i primi servizi diurni e residenziali avviati dalla cooperativa che accolgono persone provenienti prevalentemente da tutta la Lomellina (comprensorio territoriale di 180 mila abitanti).

Negli ultimi anni la cooperativa ha consolidato i suoi interventi a sostegno della vita indipendente delle persone con disabilità attraverso servizi di sostegno abitativo che prevedono la convivenza in appartamento o in un’unità abitative indipendenti.

Cambiamenti

La cooperativa sociale Come NOI si propone ed agisce come facilitatore, attuatore e garante di tutti i cambiamenti necessari ed auspicabili per promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, anche attraverso l’adozione di opportuni “accomodamenti ragionevoli” come previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

In particolare la cooperativa si impegna per promuovere i cambiamenti necessari per superare molte barriere culturali che ancora oggi favoriscono il determinarsi di molte condizioni di disabilità impegnandosi per l’affermazione di alcuni principi fondamentali:   

 

  • una concezione della cittadinanza fondata sulla consapevolezza e sulla conoscenza dei diritti quale presupposto fondante per garantire la dignità della persona  sottolineando la necessità di superare i modelli di segregazione, esclusione e integrazione che confondono e negano i presupposti per l’inclusione sociale della comunità;  

 

  • un’idea ed una concezione di protezione sociale che vada oltre la cultura della beneficienza, della carità e della solidarietà e riconosca nei diritti costituzionali la fonte principale per la compiuta affermazione della dignità della persona.